Sussurro poetico esistenzialista

nutrie morte
spappolate sulla
strada provinciale.

un sole spento rosso
infuocato ci
sorride.

i suoi deboli raggi
non possono disturbarci.
non ricordo l’ora
che fugge
nella foschia vibrano tenui sospesi
raggi d’eternità.

Racconto senza capo né coda

Tanti secoli fa in una valle incontaminata viveva un armadio. Il suo vicino Ettore viveva di piccoli espedienti.Dal soffitto non si poteva osservare la foresta. La città era gremita di verbi. Ma fu proprio in quel momento che il coltello si ribaltò ed andò a colpire il fulmine. Era la classica giornata primaverile, i fiori sbocciavano allegramente. La vernice non era ancora secca eppure venne toccata dal cuore del funambolo. Ed è proprio per questo motivo che apostrofarono il vigile ma La neve non smise di cadere.

racconto senza capo
ed ecco un’immagine Che schiarisce ogni dubbio sull’esito del protagonista di questo aulico racconto

I SIERI DEL CERVELLO

I sieri del cervello. (una poesia che potrebbe prosciugarti)

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ho strizzato i neuroni
ma il cervello
non secerne
alcun siero.
dove sei
ora che servi
cerebrale succo?
dove siete dolci effluvi?
nel vuoto ivi creato
nel marasma infinito di questo
ribaltamento
i miei sogni
fertilizzano l’aria.
e non è un giochetto
se nella cavità
il sangue
rimbomba.

DELIZIOSO POEMA MEGAWOW

Un nitrito lento di
> > > > > > dieci. In fretta, spogli a
> > > > > > piacimento, come una
> > > > > noncurante, li guardi e ti
> > > > > incanti noncurante della loro
> > > > > rinnovata assenza. Hai detto
> > > > > che le scapole volano
> > > > > che talpe ti scavano cunicoli
> > > > > che non volevi essere vista
> > > > così, come se le tue braccia
> > > > fossero
> > > > di nuda terra
> > > > di muta forma
> > > > di aliti caldi e
> > > dieci lamenti. Stanno sotto
> > > i tavoli caldi,
> > > i sapienti,
> > > le strisce salmastre del
> > > trepido pelo sul viso
> > segnato dal tempo
> > che
> > corre sulle narici
> > della strana bestia
> a terra, nuda – la tua
> lussuria, unica
> radiosa
> canna da zucchero
> luccicante
> la tua fronte
> inasprita dal tempo.
> È ora : anche adesso
> Le fronde scuotono
> alberi ritagliati
> in una foglia
> sbattuta sui cigli della
> strada nella tua bocca.
> Taci – ma ovunque dicono
> che è arrivata l’ora più chiara
> nelle tue labbra da zucchero
> e vapore che ci lascia
> sbandare sulle scie da
> lidi lontani e
perduti. Le tue braccia
sono remi, spingono
le tue reni verso
la tua lingua, fai un verso
per me, divertente,
ma piangi
nel grande pozzo
senza capo nè coda
nel mezzo dell’oscurità.

scritto e estrapolato a dodici raggi kabuki da (b)ananartista e Bianca Brecce.