Sussurro poetico esistenzialista

nutrie morte
spappolate sulla
strada provinciale.

un sole spento rosso
infuocato ci
sorride.

i suoi deboli raggi
non possono disturbarci.
non ricordo l’ora
che fugge
nella foschia vibrano tenui sospesi
raggi d’eternità.

Racconto senza capo né coda

Tanti secoli fa in una valle incontaminata viveva un armadio. Il suo vicino Ettore viveva di piccoli espedienti.Dal soffitto non si poteva osservare la foresta. La città era gremita di verbi. Ma fu proprio in quel momento che il coltello si ribaltò ed andò a colpire il fulmine. Era la classica giornata primaverile, i fiori sbocciavano allegramente. La vernice non era ancora secca eppure venne toccata dal cuore del funambolo. Ed è proprio per questo motivo che apostrofarono il vigile ma La neve non smise di cadere.

racconto senza capo
ed ecco un’immagine Che schiarisce ogni dubbio sull’esito del protagonista di questo aulico racconto

I SIERI DEL CERVELLO

I sieri del cervello. (una poesia che potrebbe prosciugarti)

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ho strizzato i neuroni
ma il cervello
non secerne
alcun siero.
dove sei
ora che servi
cerebrale succo?
dove siete dolci effluvi?
nel vuoto ivi creato
nel marasma infinito di questo
ribaltamento
i miei sogni
fertilizzano l’aria.
e non è un giochetto
se nella cavità
il sangue
rimbomba.